
Ho letto qualche recensione ed il libro mi ha incuriosita.
E’ un bel libro, gran parte del quale è occupato dalle riflessioni intrecciate di due personaggi insoliti: la portinaia di uno stabile signorile nel centro di Parigi e una ragazzina di dodici anni, figlia di un altolocato inquilino.
Le due protagoniste condividono un dramma: fingono per necessità un'identità sottotono. Fingono minor cultura, minor intelligenza, minor sensibilità. Fingono di essere le persone che non sono. E' una questione di sopravvivenza in un ambiente ostile, in cui circolano personaggi boriosi del proprio potere economico e prestigio sociale, in cui circolano idee fintamente progressiste.
In realtà una ragazzina non spaventa solo se serena nella propria sciocca visione del mondo che la occupa principalmente a spendere il denaro (tanto) dei genitori. Questo gli adulti vogliono da lei.
In realtà una portinaia non desta sospetti di sovversione dell'ordine costituito delle cose (ordine logico, naturale) solo se nasconde i libri nella sporta della spesa sotto le carote e i cavoli, se sciatta, teledipendente, sgrammaticata e naturalmente ha come unica compagnia un gatto.
Peccato che il gatto di Renée si chiami Lev. Come Tolstoij.
La cosa non sfugge a Monsieur Ozu, un simpatico giapponese che coglie ad un primo sguardo ciò che i numerosi, colti, ricchi inquilini del palazzo non hanno mai visto. "Non mi hanno riconosciuta" dice Renée a Ozu. "È perché non l'hanno mai vista …. Io la riconoscerei sempre e comunque".
Grazie a Ozu Paloma e Renée s’incontreranno, si frequenteranno, diverranno amiche. Grazie a lui la portinaia e la ragazzina troveranno il coraggio di rivelarsi ed accettarsi per ciò che sono e non per ciò che devono apparire.
Ma questo incontro segna anche una svolta nel romanzo, che avrà un epilogo inaspettatamente tragico.
Un romanzo ben scritto ed avvincente nella prima parte, prevalentemente riflessiva; a mio parere meno originale proprio quando gli eventi cominciano ad incalzare. Un romanzo che mi ha fatta riflettere su dinamiche che a volte mi appartengono e che comunque è facile riscontrare.
"Madame Michel ha l'eleganza del riccio – scrive Paloma, – fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".
detto tra i denti da: ochitta
17:37 - giovedì, 03 luglio 2008
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